Il lavatoio medievale di Cefalù: tra storia e leggenda

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Se hai in programma una visita a Cefalù assolutamente da visitare, oltre al Duomo e al Museo Mandralisca, è un altro reperto storico dell’antica cittadina, quello del lavatoio medievale.

 

ll lavatoio medievale di Cefalù è uno dei più vecchi resti che ricorda molto la grande influenza araba nell’architettura della città, anche nei semplici lavatoi utilizzati dalle donne della città.

Rimasto intatto nel corso degli anni, quella al lavatoio medievale è una visita molto suggestiva: sembra proprio di vedere le lavandaie all’opera, impegnate a lavare indumenti e accessori per la casa, mentre parlano tra di loro della vita casalinga, in un momento di libertà dagli impegni domestici.

 

Il lavatoio è situato all’interno del palazzo tardo rinascimentale Marino, sito in via Vittorio Emanuele, e per accedervi si percorre una breve scalinata in pietra, detta “a lumachella”.

Il lavatoio è realizzato in ambiente coperto, con un grande arco in stile arabo e vasche di grosse dimensioni in pietra. L’acqua arriva dal fiume Cefalino attraverso ventidue bocche di ghisa decorate con teste di leone.

Inizialmente, il lavatoio era posizionato nelle vicinanze delle mura cittadine; ritenuto pericoloso per questa posizione, venne demolito nel 1514 e ricostruito in una parte più interna della città nel 1600.

La grande importanza di questo lavatoio risiede nella sua tecnologia idraulica: il sistema di convoglio delle acque reflue è una vera e propria opera ingegneristica ante tempore, in grado di veicolare l’acqua direttamente in mare.

Sul lato destro dell’ingresso è riportata una scritta legata ad un’antica leggenda: “Qui scorre Cefalino, più salubre di qualunque altro fiume, più puro dell’argento, più freddo della neve”.

La leggenda narra che il fiume Cefalino fu riempito ed effettivamente creato da una ninfa che, pentita di aver ucciso il suo amore, pianse così tanto da dar vita ad un fiume intero.

Il lavatoio è stato restaurato nel 1991 per ridare vita ai suoi fasti originari, dando così la possibilità ai visitatori di vivere un vero momento di vita medievale. 

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