Tempio di Segesta: un monumento dal fascino intramontabile

tempio di segesta

Nel panorama della storia e della cultura siciliana non possiamo dimenticare di menzionare il contributo dei Greci, che proprio in Sicilia hanno lasciato gran parte della loro impronta con la costruzione dei templi.

 

Sono diversi i templi, gli anfiteatri e i luoghi di culto che i greci hanno lasciato nella Sicilia occidentale, nella zona dell’agrigentino, e all’estremo sud dell’isola, precisamente a Siracusa.

 

Il viaggio nel mondo dell’antica Grecia non può prescindere dai templi più famosi al mondo, quello di Selinunte e quello di Segesta, quest’ultima meta ambita da molti turisti che vogliono visitare questi monumenti di importanza unica.

 

Il Tempio di Segesta sorge all’apice di una collina circondata dal verde, in un luogo unico e suggestivo scelto dai greci proprio perché si pensava fosse più vicino alle divinità vista la posizione unica sul panorama circostante. La costruzione risale agli ultimi anni del V secolo a.C., poggiando sui resti di una costruzione più antica.

 

L’imponenza del tempio di Segesta parte già dal basamento, che occupa una superficie di 61 metri in lunghezza e 26 metri in larghezza. Qui poggiano trentasei colonne, ognuna delle quali alta circa dieci metri e distanti una dall’altra per circa 2 metri e quaranta. Per immaginare quanto sia effettivamente grande una colonna, basti pensare che dieci metri d’altezza corrispondono ad un palazzo di tre o quattro piani, con un diametro basale di circa due metri.

 

Negli anni, la struttura del tempio è rimasta pressocché intatta. Le colonne reggono ancora l’architrave, il fregio e i due timpani resistendo a terremoti, guerre e tutte le calamità che possiamo immaginare.

 

La particolarità di questo tempio, che suscita ancora oggi dubbi negli studiosi, è la sua incompletezza in alcuni punti fondamentali per il culto greco, come la cella interna tra il colonnato, la mancanza di scalanatura sulle colonne e i perni di pietra del basamento.

 

Le motivazioni attribuite a queste assenze sono principalmente due: la prima riguarda una decisione volontaria da parte dei costruttori, gli Elimi, che volendo costruire un tempio in terra indigena non lo hanno volutamente completato; la seconda spiegazione riguarda invece una costrizione all’abbandono, a causa della guerra con Selinunte del 409 a.C. che costrinse gli operai a lasciare le opere incomplete.

Per vitisare questo splendido posto Palermo Tour Sharing organizza il Tour di Erice e Segesta.

 

 

 
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